Differenze
by Giorgio Boratto
Nel grande albero della vita l'umanità è solo un piccolo ramoscello, situato tra molti altri nel mezzo del cespuglio delle scimmie africane.
Non è un caso se il nostro DNA sia identico per oltre il 95% a quello degli scimpanzé.
Con la selezione sessuale, unita all'adattamento con l'ambiente, avviene poi una grande differenza di tipi umani.
Non dimentichiamo che l'uomo è presente in tutte le aree della Terra.
Pur esistendo una fondamentale unità della nostra specie, abbiamo molte differenze morfologiche e la maggior varietà di tipi si ritrovano all'interno di quelle che impropriamente chiamiamo razze.
C'è più variazione all'interno di una 'razza', che tra queste.
Se si annientassero tutte le 'razze' eccetto una, ecco che ugualmente la variazione genetica umana sarebbe preservata.
Continueremmo a differenziarci sempre con numerosissimi capricci estetici.
Si riprodurrebbero ugualmente pelli scure, chiare o colorate, nasi schiacciati, capelli ricci e lisci, occhi a mandorla o a noce, ecc.
Per questo motivo le differenze morfologiche degli umani sono simili alle razze canine.
Tutti i cani discendono chiaramente dai lupi, ma nel corso di poche centinaia di anni, con l'intervento di allevatori con incroci, hanno una varietà superiore a quella dei principali gruppi umani.
Ma quello che pare divida di più, e in un certo senso uniforma, è l'aspetto culturale che diventa una nuova natura.
La cultura appare lo strumento di una selezione naturale di tipo nuovo.
All'interno di questa cultura, la religione ha una forte importanza: ecco così un'altra etichetta per distinguerci e dividerci.
Il paradosso è che le tre religioni principali, quelle monoteistiche, che condizionano la cosiddetta civiltà umana, chiamano tutte il Dio, Padre onnipotente.
Per la religione si cercano adepti, si accettano conversioni, si lanciano proclami, ma in verità questi discrimini sembra nascano ancora una volta dal pregiudizio: dalla lingua diversa, dal colore della pelle, ecc.
Le religioni poi diventano etichette di 'pericoloso', per quanto riguarda l'Islam; per 'sporchi, brutti e cattivi', per gli Ebrei e 'superiori, universali e unica verità' per i Cattolici.
In verità sono a loro volta, ognuna pericolosa a loro modo: nell'inculcare credenze fuori da ogni logica di buon senso.
Cosa dobbiamo pensare?
Forse è in atto una selezione che ci vedrà tutti perdenti.
I primi a perdere saranno certamente i cani rabbiosi.

