I nomi, prime ingiunzioni
by Giorgio Boratto
Il nome è la prima ingiunzione genitoriale che viene data nella vita di ogni persona; viene formulata ancora prima della nascita e ad essa si legano molti fattori.
Il nome viene normalmente scelto attraverso le tradizioni famigliari, che richiamano persone della storia famigliare, esempio: il nome del nonno, dello zio, ecc.
Vogliono tramandare la continuità della famiglia.
E' la forza del passato.
Altre scelte sono le tradizioni religiose, nomi scelti con la credenza mistica per avere protezione e augurio: il nome dei santi, dei patroni, della tradizione paesana.
Per le tradizioni politiche, si scelgono nomi di leader legati all'ideologia, e spesso sottintendono far proseguire il figlio in una immaginaria rivoluzione o aspirazione politica; in questo caso spesso è come tramandare un'illusione.
Poi c’è anche un aspetto dettato dalla moda che porta a far chiamare i figli come il divo o l'artista del momento; un auspicio di successo si direbbe, salvo poi scoprire che raramente il successo porta lo stesso nome.
A questo proposito abbiamo le Rosselle, i Valentino, le Raffaelle, ecc.
Comunque il nome rimane il primo segno di riconoscimento sociale.
Ancora prima del volto, dell'aspetto fisico, impariamo, con il nome che ci viene imposto, ad essere un suono.
A questo suono ci si affeziona, a volte si detesta, si cambia, si modifica con altri, ma tutti hanno una loro intrinseca forza di condizionamento: questo suono parla e parlerà di noi.
Qualche tempo fa è stata emessa dalla Corte di Appello di Genova, la proibizione a dei genitori di far chiamare Venerdì il proprio figlio.
Poteva ricordare in negativo il personaggio creato da Daniel Defoe, nel suo romanzo: Robinson Crusoè.
Si è creato così un precedente: cos’è stato, un intervento di medicina preventiva?
D’accordo che c’è la legge, scritta per evitare appellativi ridicoli, vergognosi precludenti serene relazioni interpersonali, ma allora ha ragione l’avvocato della coppia: Domenico, Sabato, Sabatino, Secondo, Ultimo, Lupo, Genuflessa, Crocefissa, Addolorata, Incatenata...non sono anch’essi nomi che si prestano a dinamiche negative?
Per tutti sarebbe meglio una riflessione: visto l'importanza che il nome assume nella vita di una persona bisognerebbe invitare alla consapevolezza della scelta.
Uno che si chiama La Vespa non chiamatelo Guido.
Ad uno che si chiama Dandolo non date il nome Gustavo, magari potrebbe trovare un Felice Prendendolo; ma con scarse possibilità.
Sullo stesso livello anche un Remo per La Barca è destinato allo scherzo.
Così per una femmina di cognome Sederino da evitare Rosa e per una Farina escludere Bianca...
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