Paul Watzlawick e le istruzioni per renderci infelici

Paul Watzlawick e le istruzioni per renderci infelici

by Giorgio Boratto

Paul Watzlawick, ha il cognome che pare uno starnuto e a chi ha letto i suoi libri forse lo ha procurato come un sano scossone al cervello.

Lui è stato lo studioso che ha dimostrato come le nostre idee, quando sono sbagliate, intralciano e complicano la nostra vita rendendola
infelice.

Il libro di Paul Watzlawick: 'Istruzioni per rendersi infelici', che l'editore Feltrinelli pubblicò nel 1984, è stato il libro che lo ha reso noto in Italia al grande pubblico.

Con lui si scoprì che non ci sono delle patologie, ma solo delle situazioni patogene.

In sostanza i problemi dipendono dai circuiti relazionali e dalle conseguenze di un uso sbagliato del linguaggio, con tutti gli annessi contraddittori e paralizzanti.

Le psicopatologie non si originano nell'individuo isolato, ma nel tipo di
interazione patologica che si instaura tra individui; per cui studiando la comunicazione, si possono individuare le patologie e quindi superarle.

Poiché si tratta di qualcosa di eminentemente comunicativo, è proprio sulla comunicazione che si sono prodigati gli sforzi teorici e clinici degli studiosi di Palo Alto, in primis da Paul Watzlawick che divenne uno dei maggiori studiosi della comunicazione umana.

Per Paul Watzlawick la realtà non verrebbe scoperta ma inventata da ognuno di noi.

Da queste invenzioni scaturiscono poi i nostri 'stili di vita', che rendono ciechi non solo gli individui, ma interi sistemi relazionali umani (famiglia, aziende, sistemi sociali e politici) nei confronti di possibilità alternative.

Pragmatica della comunicazione; Di bene in peggio- Istruzioni per un successo catastrofico; America, istruzioni per l'uso; La realtà inventata; La realtà della realtà...e naturalmente, Istruzioni per rendersi infelici, sono alcuni titoli dei libri che Paul Watzlawick ha pubblicato con successo.

Il libro, Istruzioni per rendersi infelici, è un manuale tascabile che raccoglie tutti gli espedienti che quotidianamente mettiamo in atto per evitare di vivere felici.

Una divertente carrellata delle ricette da seguire per evitare di riconoscere che la nostra vita è in grado di offrirci, oltre a dosi massicce di infelicità, anche occasioni di felicità.

Sappiamo che infelici lo possiamo essere da soli e allora con le relazioni con gli altri riusciamo a creare anche l'inferno.

Ecco di seguito alcune istruzioni per rendersi infelici, tratte dal libro, con poca spesa:

"Essere fedeli a se stessi"; sono quelli che rifiutano ogni cosa perché non rifiutare significherebbe non essere fedeli a se stessi.

Decidono loro come deve essere il mondo e lo rifiutano com'è.

"Ricordare il passato come l'età dell'oro"; solo il passato, il già vissuto, è importante: come tutto era più bello quando si era adolescenti.

Il tempo passa e non se ne accorgono.

"Considerarsi vittime"; quello che è successo ormai ci ha segnato, dopo lo sbaglio e la colpa, non c'è possibilità di modificare più niente.

"Oggi così e domani ancora così"; la soluzione provata una volta rimarrà sempre la stessa, se ha funzionato una volta deve funzionare ancora...anche se le situazioni cambiano.

Poi ancora c'è il "Cercare disperatamente di realizzare una meta elevata"; lo "Spingere le persone con cui siamo in relazione a scegliere tra due uniche alternative possibili" e "Credere che la vita sia un gioco a somma zero": ossia per chiunque 'vince' deve esistere qualcuno che 'perde'.

Interessante è l'aneddoto che racconta che chi aveva smarrito una chiave la cercava solo sotto il lampione...a chi chiedeva come mai non cercasse dappertutto, fu risposto: 'Dalle altre parti non c'è luce, non si vede e allora non ha senso cercare lì la chiave'.

Per concludere nel libro è riportata una frase di Fiodor Dostoevskij, tratta dai Demoni:

"Tutto è buono…Tutto. L’uomo è infelice perché non sa di essere felice. Soltanto per questo. Questo è tutto, tutto! Chi lo comprende sarà subito felice, immediatamente, nello stesso istante…".

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